ABBATTERE FRONTIERE, COSTRUIRE DIRITTI
Il ruolo dello sport come strumento di integrazione

Le persone che arrivano in Italia in cerca di un futuro diverso trovano un sistema che con sempre maggiori difficoltà riesce a creare reali percorsi di integrazione. L’impatto dei fenomeni migratori viene valutato in termini numerici, politici, dimenticando spesso la realtà dei singoli individui.

Altrettanto spesso viene dimenticato come il viaggio non si esaurisca con l’attraversamento del deserto e lo sbarco sulle nostre coste, ma continui una volta arrivati in un paese estraneo, di cui non si conoscono la lingua, le abitudini, le regole, i diritti.

Dove non arrivano le istituzioni, il mondo del volontariato è capace di attivarsi in modo costruttivo, utilizzando anche lo sport per creare momenti di aggregazione e reciproco scambio.

Roma, 25 maggio 2016, ore 19.00
Circolo Arci Pietralata, Via Silvano 15

INTERVENGONO  

Luca Di Bartolomei

Djiakiss - Giocatore Optì Pobà Potenza

Paola Gallas - Giornalista

Francesco Giuzio - Presidente Associazione Optì Pobà Potenza

Riccardo Noury - Portavoce Amnesty International Italia

P. Aldo Skoda - Vicepreside Simi - Scalabrini International Migration Institute

Giorgio Sena - Asinitas ONLUS Roma

Alberto Urbinati - Presidente Liberi Nantes Roma

 

Per info: info@storiedellaltrocalcio.it - Cell. 347 5895120
 

Durante l'incontro verrà inoltre presentato il libro
Chiamarsi Optì Pobà


Il volume - patrocinato da Amnesty International Italia e da Altropallone Asd Onlus - è un racconto di vite vissute pericolosamente, che si riuniscono in una squadra di calcio di richiedenti asilo. Perché quando compare il pallone, lingue nazionalità e fedi si mescolano felicemente. Come i loro abbracci dopo un goal, le strette di mano, i cinque battuti con forza a testimoniare al mondo intero la loro unione. Un continente grande e maestoso come l’Africa condensato in uno spogliatoio o un rettangolo di gioco in Basilicata. Vincere la propria scommessa in campi polverosi, dove la presenza di un nero fa scalpore, giocando anche bene. Se poi sorridono e si divertono, sorridiamo e ci divertiamo tutti. Non è facile. Ma nulla minimamente degno di considerazione lo è. Optì Pobà è anche sensibilizzazione, inclusione, integrazione, creazione di possibilità e di scambi, arricchimento reciproco. Un muro indistruttibile contro le ruspe dei giorni nostri, perché siamo convinti che non bisogna abbattere, ma edificare. La stessa differenza che c’è tra buttare giù una foresta o seminare per farla crescere.